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Lo scorso 26 ottobre, ad Andria, presso l'auditorium dell'istituto scolastico "Lotti - Umberto I", alla presenza di oltre 650 partecipanti,

si è svolta la manifestazione di presentazione al territorio della Fondazione Pugliese per le Neurodiversità – Ente del Terzo Settore, costituitasi qualche mese addietro.

Della Fondazione la nostra redazione si è già occupata per raccontarne l'attività estiva, il SUMMER CAMP AITA PUGLIA, una esperienza di gioco e di inclusione attraverso cui bambini e ragazzi neurodiversi, seguiti dai loro tutors, hanno interagito con i loro coetanei neurotipici, accompagnati anche da giovani volontari che hanno investito parte del loro tempo di vacanza per fare esperienza di socialità e di servizio. Con la presentazione al territorio, la Fondazione Pugliese ha avuto la possibilità di illustrare la sua mission, fatta di iniziative a medio e breve termine, come appunto l'esperienza estiva e altre attività specifiche che verranno messe a punto nei prossimi mesi, ed una a lungo termine: un ambizioso progetto di edificazione di una CASA – Dopo di Noi, sul modello di CASA SEBASTIANO, in Trentino Alto Adige.

Si chiama così dal nome del figlio di un socio della Fondazione Trentina per l'Autismo che, bambino, autistico, ha perso la vita in un torrente nei pressi del quale amava giocare, ignaro dei pericoli. Tanto è stato spiegato durante la serata dal cav. Giovanni Coletti, Presidente della Fondazione Trentina che, in quanto padre di due figlie ormai donne affette da sindrome di spettro autistico, ha avviato 10 anni or sono la lunga crociata di raccolta fondi per giungere alla costruzione di questo centro di eccellenza, unico in Europa per struttura all'avanguardia, tecniche edilizie modernissime, laboratori multimediali e multisensoriali innovativi a disposizione dei neurodiversi, accompagnamento ed inserimento nel sociale e nel mondo lavorativo a quei giovani-adulti affetti da autismo e/o sindromi correlate che possono continuare a vivere una vera e propria dimensione di casa quando i loro affetti più stretti verranno a mancare.

Questo il modello preso come riferimento da papà Francesco e mamma Claudia, genitori di Alessandro, un ragazzo speciale che è diventato il motore di questa incredibile avventura per il territorio, partita appunto con la costituzione della Fondazione e che ora si impone all'attenzione della intera comunità per importanza del messaggio, ambizione di far bene e di volontà di provare a colmare un vuoto (anche istituzionale) che ormai non può più rimanere tale. Tantissime famiglie coinvolte nell'evento di presentazione, unitamente a operatori del mondo della scuola, delle professioni, delle associazioni.

La Fondazione sta mettendo in campo altri appuntamenti divulgativi, per rivolgersi in maniera specifica a tanti settori della Società, dalle istituzioni (comunali, provinciali e regionali) agli imprenditori. "Bisogna fare squadra, mettersi in rete, unire le forze. Far sentire alle famiglie che vivono il dramma della neurodiversità che non sono sole, che ci può essere una forma di collaborazione e di scambio di informazioni ed esperienze, utile a perseguire l'idea di giungere a realizzare una vera e propria CASA, passando da percorsi di inserimento nel contesto ludico, lavorativo e sociale.

Fondamentalmente i bimbi autistici di oggi, bene o male coperti dall'orologio della scuola in quanto ad attività, saranno gli adulti di domani che, fino a questo momento, sono diventati dei perfetti fantasmi per la Società, nello stesso preciso istante in cui il loro percorso scolastico si è concluso. Per loro non esiste niente. Nessuno. Non possiamo più accettare che si continui così. I tanti neurodiversi devono essere riconosciuti e integrati da questo nostro mondo, devono vedere salvaguardata la loro dignità di persone, devono poter avere occasioni di crescita dell'autostima, della relazionalità; devono poter avere l'opportunità di valorizzare i loro talenti, perchè ciascuno ne ha in serbo, da scoprire con l'aiuto del mondo esterno.

Ci piace essere sognatori coi piedi per terra ma con lo sguardo alto per guardare in là, per pensare e vedere oltre; ci piace CREDERE NEGLI ESSERI UMANI. Da questi concetti nasce fondamentalmente l'idea di costituire la Fondazione Pugliese per le Neurodiversità". Questi alcuni dei messaggi lanciati dal Presidente, avv. Francesco Bruno. Stando ai tantissimi riscontri, pare che l'iniziativa abbia colto nel segno e sia partita col piede giusto, gettando semi di speranza e di forte motivazione. Della Fondazione sono soci fondatori anche la Diocesi e il dott. Riccardo Fuzio, Procuratore Generale della Corte di Cassazione, intervenuto alla serata unitamente al Vescovo mons. Luigi Mansi.

Entrambi hanno spiegato le forti motivazioni che li hanno spinti ad aderire a questo progetto, da uomini delle istituzioni quali sono. Durante la manifestazione di presentazione, molto apprezzato è stato pure l'intervento di un altro relatore, il dott. Luigi Mazzone, neuropsichiatra presso l'Università Tor Vergata di Roma che con efficacia e chiarezza ha spiegato la neurodiversità, i suoi impressionanti numeri in aumento (ormai la stima è di 1 a 50), la necessità di pensare percorsi di inclusione per far diventare queste persone speciali delle risorse per la Comunità intera. Molto emozionanti anche il contributo video di mamma Enza, che con delle immagini ha raccontato la bellezza dell'esperienza estiva vissuta da suo figlio, piccolo partecipante del SUMMER CAMP organizzato dalla Fondazione Pugliese, e di mamma Claudia, che ha con concretezza e fierezza esposto il suo punto di vista di mamma di un neurodiverso molto, molto speciale. Alla nostra redazione non resta che augurare un percorso di crescita per la neonata FONDAZIONE, manifestando disponibilità a supportare in ogni modo una così nobile iniziativa.

Per info sulla FONDAZIONE: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; cell.: 3357380230 – 3495027939 – 3807580874;

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